!) Inizio corso
All'inizio del corso, allievi e genitori (che rappresentano i bambini) devono presentarsi al Dojo per salutare e ringraziare il Maestro per il rinnovo dell'impegno che si assume per il nuovo anno Sportivo.
Provvedere a regolarizzare la propria posizione amministrativa nei confronti della Società come stabilito dal Regolamento (Retta mensile, vari tesseramenti, certificato medico ecc.).
2) Abbigliamento
L'abbigliamento del karateka è composto dal "Karategi", dalla cintura e nient'altro. Nel periodo invernale è consentito per gli adulti una maglietta a maniche corte e per i bambini un indumento a maniche lunghe e il tutto dovrà essere esclusivamente bianco; alle donne è consentito anche nel periodo estivo una maglietta sempre esclusivamente bianca.
La cintura in nessun caso deve essere lavata (l'origine storica di questa usanza è perché la cintura rappresenta il proprio spirito) il lavaggio era visto come un segno irrispettoso verso il simbolo.
L'unico distintivo ammesso è quello della società.
3) Cura della persona
Nel Dojo bisogna entrare in buone condizioni igieniche.
In particolare i piedi dovranno essere perfettamente puliti,le unghie di mani e piedi sempre ben tagliate e curate,evitare profumi o deodoranti dall'aroma molto marcata; non è ammesso alcun elemento decorativo (quali ad esempio collane, braccialetti, anelli, orecchini o altro ancora, per quanto piccoli essi siano).E' consentito, alle bambine che hanno appena messo l'orecchino, di portarlo coperto da un cerotto.
I capelli lunghi dovranno essere sempre raccolti con elastico o fascia in tessuto, devono essere evitati fermagli rigidi. Le donne dovranno eliminare ogni segno di trucco.
Il Karategi dovrà essere sempre pulito e in ordine.
4) Arrivo alla lezione: aspetti generali
Cortesia, rispetto e applicazione dell'etichetta (anche se purtroppo, come nel nostro caso dove siamo ospitati da una struttura pubblica, diventa molto difficile sentire e provare l'emozione di un vero Dojo). Negli spogliatoi si dovrà prestare molta attenzione e mantenere ordine e pulizia.
L'accesso agli spogliatoi è consentito ai soli allievi, parenti e amici non sono ammessi. Aspetta agli allievi più anziani il compito di aiutare i più piccoli in caso di difficoltà.
È obbligatorio entrare (in questo caso) in palestra con il sorriso sulle labbra e salutare tutti,gesto di cortesia e di educazione.
Se non potete trovare il modo di dimostrare rispetto ad una persona che vi dona il suo tempo insegnando oppure con altri incarichi stabiliti dal Direttivo della Società, è meglio che non apparteniate a questo Dojo.
Prima di entrare (in palestra) buttare nei appositi cestini gomme da masticare e caramelle.
5) Entrata nel Dojo
Ricordate che il Dojo è un luogo in cui ci si sforza di raggiungere un fine nobile e pertanto è degno del massimo rispetto; entrando e uscendo dal Dojo inchinarsi in direzione del Kamiza, e poi salutare sempre il maestro pronunciando "oss" per avere l'autorizzazione per poter entrare o uscire.
La puntualità è categorica (salvo accordi presi con il Maestro).
La lezione inizia sempre rigorosamente negli orari indicati ed è pertanto consigliato ritrovarsi nel Dojo, almeno quindici minuti prima di entrare, pronti per iniziare la lezione.
Perdere tempo negli spogliatoi a lezione iniziata è mancanza di rispetto verso il Maestro e i vostri compagni.
Nel Dojo sono ammessi solo allievi concentrati ed entusiasti che intendono praticare la Via (Do) nel rispetto di se stessi e degli altri; chi venisse con altre intenzioni non dovrebbe partecipare alle lezioni.
Al termine della lezione lasciare il Dojo in silenzio cercando di riflettere e meditare sulla lezione fatta.
Conservare il medesimo comportamento anche negli spogliatoi.
Per i genitori che assistono alla lezione negli appositi spazi destinati nella palestra, è obbligo non disturbare e interferire durante la lezione e lasciare il Dojo con lo stesso rispetto degli allievi.
Quando si arriva in ritardo, e la lezione è già cominciata, dopo il saluto da seiza aspettare che il Maestro o chi lo rappresenta vi dia il permesso di entrare.
Non lasciare mai il proprio posto o uscire dal Dojo senza il permesso, mai camminare in mezzo alle persone o di fronte al Maestro durante la lezione.
L'insegnante, chiunque esso sia, deve essere trattato con lo stesso rispetto che voi vi aspettereste dagli altri (perché rappresenta il Maestro e ha meritato tale fiducia, al di la del grado, superiore o inferiore nei confronti di altri allievi).
Ricordarsi sempre che la cintura di grado più elevato ha la responsabilità di essere di giusto esempio alle cinture di livello inferiore.
Siate sempre consapevoli e disponibili, rispettate i compagni con grado più elevato ed accettatene i consigli senza obiezioni, aiutate chi è meno esperto con diligenza, umiltà e cordialità.
Se un vostro compagno fraintende un movimento e voi lo fate giusto non compiacetevi di questo: la pratica non deve essere vissuta egoisticamente (prima o poi tutti sbagliamo).
Prima e dopo l'applicazione di una tecnica, rivolgersi al compagno con il saluto.
6) Il Maestro
Rivolgersi sempre nel modo corretto al Maestro o Sensei (massima espressione nella pratica di tutte le arti marziali).
Questa regola deve essere seguita anche da tutti i genitori ed accompagnatori, dentro o fuori dal Dojo.Non chiamare mai il Maestro per nome a meno che questi non ve ne abbia dato facoltà e, comunque, mai in presenza di altri allievi e\o persone che non abbiano pari facoltà.
Non interrompere il Maestro mentre sta spiegando o durante la lezione con domande inopportune.
Il motivo è che la domanda che si pone potrebbe risultare di utilità al singolo ma non necessariamente al resto del gruppo che in questo caso dovrà pazientare riducendo il tempo utile per l'allenamento pratico.
Qualora il Maestro corregga un allievo durante l'esecuzione di un esercizio, questi dovrà ascoltare con la massima attenzione: alla fine della correzione passare per la posizione di masubidachi salutare dicendo "oss Senseini " e solo successivamente tornare alla posizione ottimale per proseguire l'esercizio.
Durante la lezione potrebbe capitare che il Maestro debba uscire e rientrare nel Dojo o per motivi superiori arrivare in ritardo nel Dojo: indipendentemente da quello che si sta facendo, l'entrata ed uscita del Maestro deve essere salutata dall'allievo che dovrà mettersi in masubidachi e salutare (Rei).
In caso di uscita del maestro, la classe sarà guidata dall'allievo appositamente designato dal Maestro.
Ascoltate attentamente le indicazioni e gli insegnamenti del vostro Maestro.
Proteggete le regole del Dojo come un bene prezioso. Chi non le condivide o chi non le osserva non deve restare obbligatoriamente nel Dojo;l'invito è di farne buon uso; il consiglio è rivolto specialmente ai genitori e ai ragazzi che credono di essere già cresciuti o in quei casi dove la disciplina, l'umiltà e l'educazione sono diventati un ostacolo per la loro crescita.
7) Ammissione all'esame o alle gare
Non chiedere mai al Maestro se si è pronti per sostenere l'esame.
Una richiesta del genere ottiene solo di dimostrare arroganza e maleducazione e mancanza di rispetto e fiducia nei confronto del Maestro e di procrastinare quindi il momento in cui si sarà sottoposti ad esame (avendo dato, appunto, chiara evidenza di non aver compreso un aspetto fondamentale della formazione del karateka).
E' bene ricordarsi che la persona più soddisfatta e felice quando si arriva al momento dell'esame è il Maestro stesso.
Uguale principio vale per l'ammissione alle gare o altri eventi.
8) Il significato del saluto
Ogni sessione di allenamento inizia e termina con il saluto. È una procedura affascinante e complessa (Dove bisognerebbe dedicare un intero libro per poter approfondirne il significato ).
In parole riassuntive, con il saluto si ringrazia e rende omaggio all'arte che si pratica, a chi l'ha fondata, a chi si è prodigato per tramandarla, al capo scuola, al Maestro, agli altri karateka ed in generale a tutti coloro che ci danno la possibilità di praticare l'arte del karate (si pensi ad esempio ai genitori che fanno dei sacrifici sia economici che di tempo per permettere ai giovani allievi di allenarsi).
È quindi un momento intenso che deve essere vissuto con la necessaria concentrazione e dedizione.
La cultura Giapponese assegna notevole importanza alla cortesia, pulizia ed eleganza dei vari gesti (si pensi come esempio alla cerimonia del tè): nel karate ancora di più, occorre serenità, tranquillità, compostezza e concentrazione per eseguire correttamente il saluto quando è previsto accompagnato dalla parola " oss".
9) Il regolamento della Società è parte integrante dell'etichetta di comportamento, di conseguenza va rispettato come tale in tutta la sua stesura, quindi ci impegniamo a rispettare il regolamento e a farlo rispettare. |